La nautica: un giacimento da valorizzare, due progetti di Assonautica

I numeri sulla nautica italiana ballano, ma  restiamo un paese di marinai, forse con meno santi, perché, seppur in calo, la flotta nazionale parla di un settore vivo e rilevante per l’economia tricolore.

Più di mezzo milione di barche

Vediamo alcuni dati relativi all’anno 2018/2019 in Italia dove si contano all’incirca 500.000 barche ( nel 2009 ed anche nel 2015,  si parlava anche di oltre 615.000, ndr); di queste 500 mila, 103.584 sono immatricolate.

Nello specifico sul totale di 500.000 barche in Italia 69.779 sono a vela, di queste 50.000 sono natanti e 19.779 imbarcazioni di cui 8963 con lunghezza dai 10 ai 12 metri, 1187 da 18 a 24 metri. Quindi ne restano 9629 dai 13 ai 17 metri. Per le barche a motore non abbiamo molte classificazioni: un totale di 433.805 barche di cui 83.805 imbarcazioni e 350.000 natanti.

Il quadro potrebbe essere più preciso, ma ci fornisce  le misure  di quanto vale economicamente ma pure socialmente ed antropologicamente la nautica in Italia.

Un articolo de Il Sole24Ore.com del 2015  specifica: “In Italia tra i 520.000 i cosiddetti natanti, quelle unità, cioè, non immatricolate: si tratta in pratica di derive, barche a remi, canoe, kajak, pattini e pedalò, insieme alle piccole barche a motore, normalmente fuoribordo”. E il prodotto di lusso quello che garantisce maggior valore aggiunto è rappresentato da: “233 navi da diporto oltre i 24 metri, 2.600 imbarcazioni nella fascia tra i 18 e i 24 metri, 12.900 imbarcazioni nella fascia tra i 12 e i 18 metri”.

Le regioni più “nautiche”

La regione con più natanti iscritti è la Liguria, con 18.308 (il 18,77% del totale). Il 45,31% delle barche sono al Nord, il 24,49% nel Centro Italia, il 30,20% tra Sud e Isole. La maggior parte delle barche italiane sono attraccate sulla costa tirrenica: dopo la Liguria, per numero di unità da diporto nautico registrate ci sono la Campania (15.046), Toscana (10.294) e Lazio (10.247). La Lombardia, pur non avendo affaccio sul mare, ha il 6,99% delle barche, mentre Abruzzo e Molise sommate non arrivano nemmeno a mille. La prima regione adriatica è il Veneto, con 6.517.

Nel Mediterraneo l’Italia è il Paese con più porti

Nei loro 5.831 chilometri di litorale secondo i dati del 2017 del  Ministero delle Infrastrutture e Trasporti

le regioni di Sud e Isole hanno 72.739 posti barca, che vuol dire 12,5 ogni chilometro di costa. Una media nettamente inferiore a quella di Centro (30,1 al chilometro) e Nord (70,3 al Km), anche se, i natanti registrati al Sud sono circa 15mila in meno che al NordDi sicuro, in Friuli-Venezia Giulia non ci sono problemi di ormeggio, visto che nei 94 chilometri di affaccio sul mare ci sono 16.609 posti barca (176,7 al chilometro, la più alta media nazionale).

Nel rapporto tra posti barca e natanti iscritti fanno meglio invece Sud e Isole, visto che al Nord ci sono 52.257 posti per 44.810 barche, al Centro 33.452 per 23.884, mentre al Sud sono 72.739 i posti per 29,449 imbarcazioni.

In un confronto internazionale  con gli altri paesi  del Mediterraneo  solo la Francia presenta un’offerta  maggiore con 250 mila  contro i 161.000  nazionali.  ma  secondo Assonautica Italiana si arriva perlomeno a  200.000 considerando gli ormeggi che non hanno una normale collocazione nel porto (ad esempio in aree private e in acque non altrimenti  non censite). Inoltre la Francia ha i porti oceanici, quindi sottraendoli dal conto l’Italia è il paese con più approdi nel Mediterraneo.

ITALIA

Km di costa 8.000
Marina, porti turistici e approdi 537
Posti barca 161.500

di cui:

Adriatico Centro nord 30.500
Adriatico centro sud / Ionio 22.500
Sicilia e Tirreno sud 29.000
Sardegna e Tirreno centrale 41.000
Tirreno Nord

Totale 

38.500

161.500

SPAGNA

Porti 360
Posti barca 130.000

FRANCIA      

Porti 370
Posti barca 250.000

CROAZIA

Porti 350
Coste 6.000 Km
Isole e isolette 1.200
Posti barca 130.000

Il progetto Signa Maris

Pur con tutti i limiti l’Italia ha un ricco patrimonio nautico e non mancano le iniziative di valorizzazione. A iniziare dal progetto Signa Maris: iniziativa del MIBACT, Ministero per i Beni e Attività culturali e Turismo, in sinergia con la presidenza del Consiglio dei Ministri e Invitalia  e promosso da Assonautica. Un piano ambizioso per la  valorizzazione di 40 porti di Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, porti turistici intesi come porte di accesso alle ricchezze dell’entroterra.

Puntare sulla tradizione ma sposando le tecnologie digitali, in questo caso una App (gratuita) con cui offrire un quadro informativo completo sul territorio legato al porto.  Una mappa di dati facili da cercare e con cui orientarsi a portata di mano.

Sono strumenti utili per i turisti e i diportisti e Assonautica Italiana si è fatta promotrice del progetto sia nell’ambito del Cannes Yachting Festival, sia nell’ambito del progetto “AdriOn to Expo Venice”. In quest’ultimo caso con una imbarcazione d’epoca a vela utilizzata come promotional platform che ha toccato  in andata i principali porti italiani dell’Adriatico sino a Venezia e al ritorno i principali porti transfrontalieri di Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania e Grecia.

Quality Marine®”: la qualità sul mare

Riepilogando: l’Italia ha una flotta consistente e tanti porti e approdi che le permettono di essere competitiva a livello  internazionale. C’è da investire sul software e sulla promozione e oltre il progetto Signa Maris: è interessante il  “Quality Marine®”: sempre gestito da Assonautica – in collaborazione con il sistema delle Camere di commercio – che ha permesso di costruire un percorso di qualificazione delle strutture portuali per promuovere lo sviluppo e la valorizzazione, in chiave qualitativa, dei porti turistici.

Strumenti standard per una rete nazionale

Nel dettaglio “Quality Marine®”  si basa essenzialmente su uno standard di servizio elaborato da Dintec, consorzio di sistema per l’innovazione tecnologica,  che possa qualificare i porti turistici in tema di garanzie sulla qualità delle infrastrutture,  di efficienza dei processi e di sostenibilità ambientale  strumenti standardizzati e omogenei applicabili su tutto il territorio nazionale utili a costruire, nel tempo, una “rete di strutture” qualificate e certificate.

In concreto il progetto vuole raggiungere questi tre obiettivi:

  1. dare visibilità verso l’esterno del livello di qualità dei servizi dei porti;
  2. fornire informazioni agli stakeholders del proprio posizionamento in termini di sostenibilità;
  3. disporre di un sistema di controllo atto a prevenire eventuali criticità e rischi, soprattutto legati alla sostenibilità ambientale.

Assonautica Italiana

In copertina foto di Luisella Planeta Leoni da Pixabay

REGIONE LAZIO – RIPARTIRE SICURI: ORDINANZA E LINEE GUIDA

Tutte le informazioni per ripartire sicuri dal 18 maggio

1. A decorrere dal 18 maggio 2020 sono consentite le seguenti attività economiche, commerciali e artigianali:

  • commercio al dettaglio in sede fissa, compresi centri commerciali e outlet;
  • commercio su aree pubbliche (mercati, posteggi fuori mercato e chioschi);
  • attività artigianali;
  • servizi di somministrazione di alimenti e bevande;
  • attività di servizi della persona (a titolo esemplificativo barbieri, parrucchieri centri estetici, centri tatuatori e piercing), con l’esclusione delle attività di gestione di bagni turchi, saune e bagni di vapore;
  • agenzie di viaggio.

2. Le attività di cui al punto 1 devono svolgersi nel rispetto dei contenuti delle Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive elaborate dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni ed allegate alla presente ordinanza.

3. A decorrere da 18 maggio 2020 sono inoltre consentiti:

  • lo svolgimento di attività sportive individuali, anche presso strutture e centri sportivi, nel rispetto delle misure di sanificazione e distanziamento fisico tra gli atleti, nonché tra atleti, addetti e istruttori, con esclusione di utilizzo degli spogliatoi, piscine, palestre, luoghi di socializzazione;
  • l’attività nautica di diporto;
  • il pilotaggio di aerei ultraleggeri;
  • l’attività di pesca nelle acque interne (fiumi, laghi naturali e artificiali) e in mare (sia da imbarcazione che da terra che subacquea);
  • l’attività di allenamento e di addestramento di animali in zone ed aree specificamente attrezzate, in forma individuale da parte dei proprietari o degli allevatori e addestratori;
  • l’apicultura;
  • la caccia selettiva delle specie di fauna selvatica allo scopo di prevenire ed eliminare gravi problemi per l’incolumità pubblica.

4. A decorrere dal 18 maggio 2020 è inoltre consentito, per le attività ancora sospese, l’accesso alle strutture e agli spazi aziendali esclusivamente al personale impegnato in attività di allestimento, manutenzione, ristrutturazione, montaggio, pulizia e sanificazione, nonché a operatori economici ai quali sono commissionate tali attività finalizzate alla predisposizione delle misure di prevenzione e contenimento del contagio propedeutiche a successive disposizioni di apertura. Le attività consentite ai sensi del presente punto riguardano anche i parchi divertimento e i parchi tematici.

5. Le attività di cui è consentita la riapertura adottano tutte le generali misure di sicurezza relative, a titolo esemplificativo e non esaustivo, all’igiene personale e degli ambienti e del distanziamento fisico, nonché quelle specificamente definite per ciascuna tipologia nelle Linee di indirizzo per la riapertura allegate alla presente ordinanza. Le attività per le quali non sono definite specifiche disposizioni ricorrono ai principi generali di igiene e contenimento del contagio contenute:

  • nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali, successivamente integrati in data 24 aprile 2020.
  • nelle linee guida nazionali in materia di sanificazione.

6. Allo scopo di assicurare la massima compatibilità tra gli obiettivi di ripresa delle attività economiche e sociali e quelli di sicurezza dei servizi di trasporto pubblico, i soggetti interessati dalla presente ordinanza si conformano alla disciplina degli orari di apertura delle attività commerciali, artigianali e produttive eventualmente stabilite con provvedimento del Sindaco del comune di riferimento. Tali discipline prevedono in ogni caso la chiusura delle attività commerciali non oltre le ore 21:30, fatta esclusione delle farmacie, parafarmacie, aree di servizio, servizi di somministrazione di alimenti e bevande sul suolo o da asporto.

Ordinanza 2020-7874-385981-completo

Nota Assonautica Romana ringraziamento 16.5.2020

Fase due: ecco cosa chiede Assonautica Romana alla Regione Lazio

Assonautica Romana,  di concerto con Assonautica Italiana e  Assonautica Acque interne  Lazio e Tevere, ha scritto al Governatore del Lazio Nicola Zingaretti e agli assessori  Paolo Ornelli, Enrica Onorati e  Mauro Alessandri per ringraziare per l’attenzione posta  finora verso il settore della Nautica e della Filiera Nautica, ma  per la fase due propone  di consentire, anche per il tramite di un nuovo Atto ricognitorio e novativo, valevole – al momento – dal prossimo 4 maggio al 17 maggio p.v., alcune attività. Continua la lettura di Fase due: ecco cosa chiede Assonautica Romana alla Regione Lazio

Fase 2: il Vademecum – Linee guida di Assonautica durante il periodo del Covid-19

Al fine di consentire una reale ripresa del settore del turismo nautico nella fase 2, per non pregiudicare l’intero ciclo annuale produttivo, è opportuno – nelle regioni nelle quali non sia già avvenuto – consentire ai proprietari e ai piccoli artigiani l’accesso a natanti, imbarcazioni e navi da diporto nei porti turistici e nei Marina. Continua la lettura di Fase 2: il Vademecum – Linee guida di Assonautica durante il periodo del Covid-19

Confindustria Nautica: il Lazio è la prima Regione ad aprire all’accesso alle imbarcazioni

Cecchi: ancora una riprova di come il lavoro e la capacità di proposta tecnica paghino più della semplice comunicazione. Il Lazio è la prima Regione ad aprire all’accesso alle imbarcazioni in ambito regionale per ragioni tecniche, di sicurezza e di manutenzione delle unità da diporto. Continua la lettura di Confindustria Nautica: il Lazio è la prima Regione ad aprire all’accesso alle imbarcazioni